Eiaculazione Precoce: l’Amore Che Non Aspetta

Sono circa 4 milioni gli italiani che soffrono di Eiaculazione Precoce: parliamo di un tempo che scende sotto i 2 minuti, laddove il tempo normale è di 5/6 minuti.

eiaculazione precoceLa puntata di Unomattina andata in onda il 13 novembre 2014, ha dedicato il consueto appuntamento con la medicina alla Salute Sessuale maschile, in particolare all’ Eiaculazione Precoce. Sono intervenuti il Prof. Mirone, Professore Ordinario di Urologia presso l’Università degli studi “Federico II” di Napoli, è specialista in Urologia, Andrologia e Chirurgia Generale e Livia Azzariti.

Vediamo nel dettaglio i passi più salienti della discussione.

Chiariamo prima di tutto in cosa consiste il disturbo

Prima di tutto va sottolineato che l’Eiaculazione Precoce, (poi discuteremo anche di come ritardare l’eiaculazione) è il la disfunzione sessuale più importante fra gli uomini italiani: si stima che a soffrirne siano circa 4 milioni di maschi, quindi molti di più rispetto alla Disfunzione Erettile, riferendoci ad un tempo di eiaculazione che scende sotto i 2 minuti, laddove il tempo normale è di circa 5-6 minuti.

Una frase che descrive bene tutto ciò – afferma il prof. Mirone – è : l’amore non aspetta. Nel senso che è tale il desiderio, è tale la voglia di stare con la propria partner che, evidentemente, questi soggetti perdono la capacità del controllo. E questo in qualche modo, altera la buona sessualità

Dobbiamo infatti pensare che il percorso che va della penetrazione vaginale alla emissione dell’eiaculato, ha un tempo medio di durata di 5-6 minuti; è un tempo che deve rispettare dei meccanismi che vedono coinvolta anche la partner. In media una donna impiega circa 20 minuti per raggiungere l’orgasmo. A questo punto, se l’uomo non riesce a controllare lo stimolo eiaculatorio e a ritardare quel tempo medio di 5-6 minuti, è chiaro che la partner molto probabilmente non potrà raggiungere l’apice del piacere sessuale.

Per una buona sessualità di coppia, quindi, i meccanismi che intervengono devono essere ben bilanciati.

Quando l’amore non aspetta, questo meccanismo si rompe e quasi sempre abbiamo una parte lesa che in questo caso è la compagna.

Esistono diverse tipologie di Eiaculazione Precoce

Sostanzialmente esistono due tipologie di Eiaculazione Precoce. C’è una Eiaculazione Precoce Primaria, in cui il soggetto fin dai primi rapporti sessuali fino all’età adulta, è e rimane eiaculatore precoce. Probabilmente questo problema è genetico, quindi si nasce eiaculatore precoce e addirittura si pensa che ci sia una familiarità. Poi esiste una Eiaculazione Precoce Secondaria: il soggetto ha rapporti sessuali nella norma per tutto l’arco della vita, poi ad un certo punto alcuni fattori (un’infiammazione della prostata, un’infezione dell’apparato urinario, o fattori psicologici) fanno sì che l’uomo diventi un eiaculatore precoce anche se non lo era mai stato prima.

In questo caso, bisogna andare a curare quei fattori scatenanti.

L’Eiaculazione Precoce è un problema diffuso, ma qualche volta non viene affrontato adeguatamente, anzi, si preferisce quasi ignorarlo.

Sì, è vero, è un problema diffuso – afferma Livia Azzariti – si è parlato di 4 milioni di italiani (più o meno si stima fra il 30 e il 40% degli uomini) di tutte le età, ma solo una piccola percentuale (8-9%) si rivolgono al medico. Molti uomini non considerano l’Eiaculazione Precoce un problema. Lo diventa solo quando la partner pone il problema ed è spesso proprio lei che porta l’uomo dal medico.

L’Eiaculazione Precoce è un problema che incide pesantemente sull’equilibrio e sull’armonia della coppia e quindi non la si può ignorare.

Da sempre l’uomo non ha considerato l’Eiaculazione Precoce come una malattia o un problema – continua il prof. Mirone – sminuendone l’importanza e ritenendolo soltanto un piccolo disagio.

L’Eiaculazione Precoce si può e si deve curare ed è giusto che venga affrontato, seguito e curato, possibilmente insieme alla partner.

Evitare interpretazioni soggettive del problema

E’ vero che l’Eiaculazione Precoce è un problema e che va affrontato ma non bisogna cadere in interpretazioni soggettive o banali: non si può ridurre la diagnosi solo ai minuti o ai secondi di durata. Bisogna invece tener conto di più fattori: il tempo, la capacità di controllo dell’eiaculazione e anche la soddisfazione di entrambi i partner.

L’Eiaculazione Precoce ha un testimonial fondamentale – sottolinea il professore – che è la partner e che è in grado di poter identificare il problema.

Inoltre la ricerca scientifica ha messo a punto un Questionario che è stato sviluppato per analizzare la eventuale presenza di una eiaculazione precoce e che è in grado di determinare l’entità dell’Eiaculazione Precoce.

Si chiama PEDTPremature Ejaculation Diagnostic Tool – ed è composto da 5 domande a risposta multipla. Naturalmente il questionario non sostituisce in alcun modo la visita medica che rimane lo strumento fondamentale per la valutazione del paziente affetto da eiaculazione precoce.

 

                       Fai il Questionario per l’Eiaculazione Precoce. Clicca qui

 

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*Le informazioni contenute in questo post hanno esclusivamente scopo informativo e non sostituiscono il parere del medico.

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