Sesso nell’era degli smartphone – Sexting

Ancora grazie a Pietro Vanessi che con un sorriso ci offre sempre spunti per affrontare tematiche attuali. Oggi con Picio parliamo di Sexting e della rivoluzione che la sessualità ha subito nell’era degli smartphone ed internet.

vignette sul sesso
Picio social

Assisto quotidianamente a scene da Walking Dead per le strade – scrive Pietro Vanessi spiegando la sua vignetta che vede protagonista Picio – in fila alle Poste o nelle metropolitane. Tutti tecno-zombie immersi nelle loro cuffiette, tutti assorti e… ASSENTI dal mondo. Con queste premesse non può poi andar bene la sfera affettiva, le relazioni sociali e, non ultima, la sessualità, … vi pare?

La tecnologia ha influito su molteplici aspetti sociali, permettendoci cose e creando fenomeni fino a pochi anni fa neanche immaginabili. Anche le relazioni sociali e la sessualità hanno subito una profonda rivoluzione, soprattutto tra gli adolescenti.

Sexting: il sesso nell’era degli smartphone

Un team di studiosi americani della University of Texas Medical Branch di Galveston ha messo in luce come oggi i giovani preferiscano il primo approccio con il sesso scambiandosi foto e messaggi con lo smartphone. Questo approccio alla sessualità tramite smartphone si chiama Sexting, neologismo derivato dalle parole “sex” e “texting”, ovvero l’invio di messaggi.

Ora sappiamo che il sexting tra gli adolescenti è piuttosto comune – commenta Jeff Temple, professore associato e psicologo presso UTMB a proposito dello studio pubblicato su Pediatrics – Per esempio, il sexting può essere associato ad altri comportamenti tipici degli adolescenti come l’uso di sostanze. Il sexting non è associato a un buono o cattivo benessere mentale.

Fino ai primi anni ’90 davanti a scene di un film nel quale i protagonisti si avviassero a un contatto erotico, in famiglia calava un certo imbarazzo. Durante l’adolescenza l’incontro con immagini sessualmente esplicite era sporadico e soprattutto richiedeva impegno attivo e intraprendenza! Le ormai desuete riviste pornografiche, rubate al fratello maggiore e tenute ben nascoste, venivano guardate in solitaria o al massimo con pochi amici intimi, sicuramente non in presenza di ragazzine!

Inutile dire che i tempi sono cambiati e che siamo decisamente passati da un estremo all’altro!

Basti pensare che:

  • secondo l’annuale rapporto  che Mountain View pubblica sullle parole più cercate su Google, in cima alla classifica c’è la parola “sesso”;
  • solamente su Pornhub, il maggiore sito pornografico sul Web, in un solo anno sono stati guardati qualcosa come  92 miliardi di video!

Oggi la pornografia è facilmente accessibile in ogni momento della giornata, anche per i più giovani. Gli adolescenti si rivolgono ad internet per domande che non trovano una risposta altrove: non tra gli amici, non a scuola e neppure in famiglia. Usano la rete per scambiarsi foto e video sessualmente espliciti. E per ricercare l’eccitazione.

Conseguenze sulla sessualità

Come incide tutto questo su tempi e modi del comportamento sessuale?

Quali sono le conseguenze di una full immersion della sessualità?

I risultati di uno studio pubblicato sul Journal of Adolescence 1 parlano chiaro l’abuso di materiale pornografico in adolescenza sta contribuendo al diffondersi di vissuti di incertezza e preoccupazione per la sessualità, di una tendenza ad “oggettificare” il corpo dell’altro, ad un più difficile raggiungimento della soddisfazione. I ragazzi che fanno un più intenso ricorso alla pornografia non solo sembrano andare incontro ad una pubertà precoce, ma più spesso aderiscono a stereotipi di genere e sperimentano aggressività nei rapporti intimi, sia agita che subita.

Questo bombardamento di immagini e video facilmente accessibili, forniscono una immagine irrealistica della sessualità e della relazione, plasmando aspettative che non saranno soddisfatte. A differenza di quanto si possa pensare, internet della sessualità non mostra troppo, anzi, mostra troppo poco! Manca la sfera intima,  l’intesa, la sfera dei sentimenti e degli affetti. Non c’è emozione che non sia eccitazione, non c’è la consueta paura di svelarsi e di svestirsi, non c’è imbarazzo. Non c’è bisogno, né malinconia. Non si vede se uno è innamorato, timido, impacciato. Quanto al piacere, è sempre immediato, scontato, estremo, senza variazioni.

Eppure gli adolescenti ma anche non pochi adulti ci credono. Secondo uno studio commissionato dal Children’s Commissioner e dalla National Society for the Prevention of Cruelty to Children 2 , il 50% circa degli adolescenti ritiene assolutamente realistico il ritratto della sessualità fornito dalla pornografia. Non c’è da stupirsi, dunque, se nei maschi è sempre più frequente un sentimento di paura di non essere all’altezza delle aspettative che causa poi l’ansia da prestazione!

In sintesi, l’abitudine ad un uso precoce e massiccio della pornografia rischia di alimentare paure e insicurezze che allontanano dall’incontro con l’altro, privandoci della possibilità di imparare ad affrontare e a gestire quelle questioni emotivamente complesse che ogni contatto intimo solleva.

FONTI:

1. J Adolesc, Longitudinal associations between the use of sexually explicit material and adolescents’ attitudes and behaviors: A narrative review of studies,  June 2017, ;57:119-133. doi: 10.1016/j.adolescence.2017.04.006. Epub 2017 Apr 20.

2. Elena Martellozzo, Andy Monaghan, Joanna R Adler, Julia Davidson, Rodolfo Leyva and Miranda AH Horvath, The impact of online pornography on the values, attitudes, beliefs and behaviours of children, Published: 2016, revised May 2017

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