Wellvit Integratori sessuali

 

 
Antico Afrodisiaco naturale
La Damiana, nota anche con il nome di tè Messicano, è un albero dell'America del sud, del Messico, delle Antille, dai fiori piccoli e gialli, era già conosciuta ai tempi dei Maya come afrodisiaco naturale.
 
 
Duro come il legno
Il nome Muira Puama deriva da due vocaboli indios che vogliono dire legno-forte, legno potente. Leggete, al riguardo, il commento del Prof. Cattorini: “Se voi aveste per le mani il pezzo di legno che ho io sul tavolo, un manganello dal quale si potrebbe ricavare una clava, capace di spaccare un elmetto d'acciaio, tanto è duro, compatto, pesante e resistente, condividereste senz'altro il mio parere: è esatta la versione che gli attribuisce il nome di legno-potente, anche per il significato recondito che queste parole possono avere.” (Cattorini P.).
 
 
Il "Viagra Naturale"?!
Il viagra é un farmaco per la cura dell’impotenza. Erroneamente molte persone credono che si tratti di un prodotto per aumentare o migliorare le prestazioni sessuali e forse, proprio per questo, troppo spesso ne viene fatto un uso inappropriato anche da chi non soffre realmente di impotenza. Per aumentare e migliorare le prestazioni sessuali, sono invece molto utili alcune erbe afrodisiache che danno un aiuto a 360° proprio nei soggetti che non presentano una vera e propria malattia e che quindi non necessitano di cure invasive. Tra le erbe afrodisiache più potenti ed efficaci nei disturbi sessuali, ricordiamo la Maca peruviana, La Muira puama, la Damiana e il Ginkgo biloba, tutte presenti in ottima sinergia in SENSOVIT.
 

 

Un pò di storia
La Maca è conosciuta da oltre 5000 anni: le popolazioni che vivevano sugli altopiani del Perù già la utilizzavano come medicinale e nella loro alimentazione come preziosa fonte di nutrimento.
Anche gli Inca conoscevano la Maca e la utilizzavano come potente energizzante: i suoi guerrieri la mangiavano prima delle battaglie per accumulare energia e forza. Addirittura si narra che per un certo periodo la pianta fu vietata per "salvaguardare" le donne dalla libido dei combattenti!! I Re Inca, inoltre, davano la Maca ai messaggeri che dovevano percorrere lunghe e faticose distanze. Più tardi anche gli Spagnoli ebbero l’occasione di conoscere le incredibili proprietà energizzanti di questo tubero. Dopo le invasioni in Sud America, i loro cavalli si erano fortemente indeboliti fino a diventare sterili. Così, su consiglio della popolazione locale, diedero agli animali la Maca. Gli effetti furono talmente evidenti e sorprendenti che gli Spagnoli iniziarono ad incassare le tasse anche sotto forma di Maca!
 

 

Elisir di lunga vita
da Stefania Rovigo
Come tutti sanno l'alveare costituisce un microcosmo complesso e organizzato in cui ciascuna ape svolge il proprio compito con diligenza e ordine fino alla morte. Si può parogonare l'alveare ad un piccolo stato monarchico, in cui la regina regna indisturbata sui sudditi che lavorano per lei, cibandola e servendola per tutta la vita. Non tutti però sanno che nell'alveare non esiste democrazia neanche per la morte. Infatti, mentre alle povere api operaie non è dato di vivere più di 40 giorni, l'ape regina vive e regna per più di 5 anni. Questa ingiustizia è dovuta alla pappa reale di cui solo e soltanto la regina ha modo di cibarsi.
 

 

Il vero Highlander 
Il Ginkgo è il più antico degli alberi sulla terra, la sua comparsa risale addirittura all'era dei dinosauri per cui ha la meritata fama di essere praticamente indistruttibile! Quando la bomba atomica trasformò la città di Hiroshima in un deserto annerito, un vecchio ginkgo cadde fulminato vicino al centro dell'esplosione. L'albero rimase calcinato come il tempio buddista che proteggeva. Tre anni dopo, qualcuno scoprì che una lucina verde spuntava nel carbone. Il ginkgo aveva buttato fuori un germoglio. L'albero rinacque, aprì le braccia, fiorì. Quel superstite della strage è ancora là.
 

 

Ginkgo: pianta ornamentale e fossile vivente  

La pianta di Ginkgo può essere un’originale alternativa alle tradizionali piante ornamentali da giardino (naturalmente se avete un sufficiente spazio a disposizione!). Essa infatti ha un elevato effetto cromatico che si manifesta in autunno con le foglie che virano di colore prima di cadere dal verde chiaro e intenso ad un color ambra di notevole pregio estetico. Pianta immutata dalla sua comparsa (nel Giurassico) ai giorni nostri e per questo definita fossile vivente, il Ginkgo biloba è una conifera originaria della Cina e del Giappone dove sono stati ritrovati fossili in giacimenti di carbone risalenti a 250 milioni di anni fa. Tradizionalmente coltivato nei giardini di palazzi e templi cinesi e considerato albero sacro, il nome generico deriva dalla trascrizione non corretta del cinese yin kuo che significa albicocca d’argento in riferimento all’aspetto del seme, mentre il nome specifico biloba si riferisce alla forma del lembo fogliare, bilobato appunto, che fa prendere alla foglia la caratteristica forma a ventaglio. La sua vasta diffusione nel mondo si deve esclusivamente alla coltivazione da parte dell’uomo anche se sembra essere spontanea nella remota regione dello Zhejiang. Introdotta in Europa all’inizio del XVIII secolo, oggi è utilizzata nelle alberature cittadine sopportando bene le difficili condizioni che si manifestano in ambiente urbano. Si adatta alle diverse condizioni pedo-climatiche, tollera bene l’inquinamento e non presenta parassiti pericolosi. È una specie moderatamente eliofila ( dal greco èlios = sole e philìa = amore) che resiste bene alla siccità e sopporta tranquillamente le basse temperature (non subendo danni anche a -35°!). Inconvenienti si possono manifestare in ambienti asfittici o eccessivamente calcarei.
È una pianta longeva che può raggiungere altezze di oltre 20 metri ma la cui crescita è abbastanza lenta; dalle sue foglie si ricava un principio attivo utile, tra l’altro, per curare patologie artereosclerotiche. È una specie dioica, esistono cioè piante maschili e piante femminili, che presenta un metodo di fecondazione particolare riscontrabile soltanto nelle felci ed in pochi alberi oggi viventi. L’impollinazione è anemofila (cioè un’impollinazione affidata al vento) e avviene nel momento in cui ha inizio la fogliazione, cioè verso la metà di aprile, ma la fecondazione è ritardata e avviene in autunno quando il seme ha raggiunto le dimensioni definitive mediante cellule maschili ciliate e mobili che raggiungono gli ovuli attraverso una pellicola d’acqua.
Il seme ha un aspetto drupaceo con un involucro carnoso di color rosa arancio e con dimensioni simili a quelle di un’oliva. Quando cade degrada velocemente emanando un odore penetrante e sgradevole (tipo carne putrida).
In Giappone i semi sono considerati una vera prelibatezza e vengono mangiati dopo essere stati arrostiti. Per scopi ornamentali vengono invece solitamente coltivati soggetti maschili realizzati in vivaio per innesto. Problemi si possono manifestare in caso di morte della parte annestata con lo sviluppo del portainnesto di cui non si conosce il sesso. In condizioni ottimali infatti la pianta raggiunge tardi la maturità sessuale con le prime fioriture che si manifestano soltanto verso i 30 anni. Prima di quel momento sono stati proposti metodi di riconoscimento che si basano sul portamento dei rami (sembra siano portati tendenzialmente più ascendenti nei soggetti maschili) o sulla dimensione e forma delle gemme. 
 

Curiosità sportive 
La carnitina assicura una miscela perfetta ed equilibrata tra i diversi combustibili, ovvero grassi, proteine e zuccheri, per fornire energia all'organismo. Il boom della carnitina risale al 1982 quando i ragazzi di Bearzot, contro ogni previsione, vinsero il mondiale spagnolo dimostrando di avere una marcia in più soprattutto atleticamente; forse per merito di 2- 4 grammi di carnitina al giorno?
L’interesse dell’Occidente per l'euterococco risale al 1980, anno della pubblicazione di un articolo sulla rivista inglese New Scientist, nel quale si affermava che i favolosi risultati degli atleti russi alle Olimpiadi erano dovuti anche alla assunzione di eleuterococco. Già nel 1962 i fisiologi Brekhman e Korobkov pubblicarono i risultati di sperimentazioni su 1500 atleti delle più disparate discipline. L’istituto di Cultura Fisica di Mosca testimoniò lo stupore degli stessi sperimentatori per i risultati ottenuti. Dopo un mese circa di sperimentazione gli atleti risultavano avere un aumento della resistenza fisica alla fatica e allo sforzo breve mediamente del 30%, superiore alla norma, arrivando in alcuni casi anche al 40-44%. Sorse allora il timore che la sostanza potesse avere effetti collaterali: ma fu dissipato dalla constatazione che si era di fronte ad una sostanza enzimatica, simile ad altri glucosidi vegetali che non provocano alcun effetto tossico. Successivamente altri autori hanno dimostrato come gli eterosidi dell’eleuterococco aumentino la sintesi proteica e l’attività enzimatica del RNA-polimerasi ad azione simil-anabolizzante naturale.
 

 

 



I nostri articoli più letti:
Eiaculazione precoce: rimedi naturali
OPINIONI DEI CLIENTI

Newsletter

© Copyright 2014 - Privacy Policy - Cookie Policy